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CRONACA
10 Febbraio 2010

            

Pagani I funerali delle due vittime del raptus di follia


 

 

 

 

Pagani. «In alcuni momenti sembra solo un brutto sogno, ma poi scopriamo che si tratta di un'amara realtà». Forse questa la frase pronunciate alla fine dei funerali in una delle tre orazioni funebri che meglio di ogni altra riassume l'assurda vicenda del duplice omicidio della quarantasettenne Anna Vanacore e della figlia Renata Maria Comunale di appena 23 anni, uccise da «Nonno Peppe», Giuseppe Comunale, settantaquattrenne suocero di Vanacore. «Sono episodi che lasciano perplessi, in un mondo in cui pare smarrito il valore della vita. L'unica speranza rimane solo nella fede in Dio» ha detto in sintesi il parroco, don Enzo Di Nardi, che ha concelebrato la messa funebre assieme don Antonio Guarracino e a padre Paolo Saturno. La chiesa di Santa Maria del Carmine, dove si sono svolte le esequie, era gremita e in molti non sono riusciti ad entrare. Tantissimi i giovani che si sono stretti attorno al dolore della famiglia Comunale. Numerosi i volontari delle «Misericordie» di Pagani e di San Valentino Torio, associazioni di cui facevano parte le due vittime, presenti in chiesa assieme ad altri rappresentanti dell'associazionismo della provincia di Napoli e di Salerno. Nei banchi è stato notato anche il sindaco facente funzioni Salvatore Bottone. «Il destino ti ha rubato la vita: addio René», veniva letto dall'altare dagli amici della ragazza. Belle le parole di un altro messaggio letto per Renata: «Il tuo cuore era un gabbiano che volava alto nel cielo». Durante l'orazione funebre, Anna Vancore, anche se in chiesa è stata chiamata Rosaria, è stata definita una donna solare e altruista. «Gioiosa e sensibile», invece, è stata la definizione attribuita alla povera Renata Maria, una ragazza che non ha avuto il tempo nemmeno di assaporare la vita e che, come letto in un messaggio, era sempre pronta a stringere la mano di chi aveva bisogno di aiuto. Tra la folla dei presenti molti attestati di stima anche per Ugo Comunale, uomo così profondamente colpito dalla perdita della moglie Anna e della figlia Renata Maria e per colpa del padre Giuseppe: una dramma dalle proporzioni enormi da sopportare anche per chi, come lui, è abituato ad affrontare le emergenze e le tragedie altrui, operando al servizio di emergenza sanitaria 118 dell'Asl di Salerno. Alla fine dei funerali, le due bare sono uscite dalla chiesa tra una folla commossa e hanno percorso il corso principale della città, seguite da tanta gente e dalle rappresentanze in divisa delle associazioni di volontariato. r.s

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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