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CRONACA
7 Febbraio 20
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Pagani Arresto convalidato per Comunale, l’accusa: duplice omicidio premeditato. L’interrogatorio: avevo paura di mia nuora
Salvatore De Napoli PAGANI.

Un rancore covato nel tempo e non un gesto di impeto alla base del duplice omicidio di Anna Vanacore di 47 anni e della ventitreenne figlia Renata Maria: l'assassino, Giuseppe Comunale di 74 anni, suocero della Vanacore e nonno di Renata, avrebbe quindi premeditato l'assassinio delle due donne. Questa la tesi del pm Elena Guarino che dirige le indagini e che ieri mattina ha chiesto la convalida dell'arresto di Giuseppe Comunale accusandolo di omicidio pluriaggravato, dalla premeditazione, dal vincolo di parentela con le vittime e dalla futilità dei motivi: l'apertura e la chiusura del cancello che immette nelle proprietà di famiglia. Il settantaquattrenne arrestato sostiene, invece, di essere da tempo vittima delle angherie dei familiari e di aver esploso i colpi di fucile solo per paura. A colpire gli inquirenti è stata anche l'efferatezza dell'omicidio. Giuseppe Comunale ha sparato a breve distanza alla nuora e per due volte alla nipote fino quando non l'ha vista abbattuta: una pervicacia nel voler uccidere le due donne e una lucidità di pensiero e azione per un delitto da brividi. Lo stesso settantaquattrenne ha ammesso di aver sparato alla nipote anche una seconda volta avendola vista ancora in piedi. L'inchiesta sembra non dover assicurare nuovi grandi sviluppi investigativi, oltre gli elementi registrati dai carabinieri del tenente colonnello Massimo Cagnazzo, vista anche la confessione dell'unico indagato. Sostanzialmente, l'anziano sostiene di aver esploso tre colpi di fucile per paura di una reazione della nuora e della nipote. Secondo la sua versione, dopo l'ennesima lite per il cancello d'ingresso lasciato aperto, la nuora lo avrebbe minacciato di morte se lo avesse richiuso e poi avrebbe messo le mani in borsa come per prendere qualcosa, cosa avrebbe fatto anche Renata Maria che spalleggiava la madre: in quel momento, l'anziano avrebbe avuto paura di questo gesto e avrebbe armato il fucile, che dice di aver avuto a portata di mano per pulirlo. Neanche l'aver armato il fucile avrebbe calmato le due donne. Anzi, Vanacore si sarebbe avvicinata al suocero con fare spavaldo e a questo punto l'anziano avrebbe sparato un primo colpo. L'uomo si sarebbe girato e con freddezza (lui dice per paura) avrebbe sparato una prima fucilata alla nipote: ferita, e sanguinante la ragazza sarebbe scappata per una quindicina di metri. Visto che Renata Maria era ancora in piedi, il nonno le avrebbe sparato un secondo colpo calibro 12 a pallettoni che l'ha centrata alle spalle. Nelle borse delle due donne, però, non è stato trovato nulla, il che non depone bene per l'assassino. Altri elementi d'indagini potranno emergere dall'autopsia, il cui incarico al medico legale sarà dato lunedì mattina, e dall'udienza di convalida dell'arresto di Giuseppe Comunale che si terrà lo stesso giorno davanti a un Gip del tribunale di Nocera. Il lavoro investigativo, oltre che la dinamica dei fatti deve stabilire la cornice all'interno della quale è maturato l'assassinio. Gli inquirenti si trovano di fronte a due tesi. La prima è quella del figlio dell'assassino, Ugo Comunale (marito di Anna Vanacore e quindi padre di Renata Maria) che ai carabinieri ha dichiarato quanto il padre si comportasse negli ultimi tempi da padre-padrone. Dall'altro la tesi dell'assassino che si dice vittima dei dispetti delle due donne che lasciavano sempre aperto quel cancello, come del resto facevano anche altri familiari, e in più le nuore che volevano farlo andare via di lì. Certo è che per l'anziano il cancello era diventato un'ossessione. Per tenere d'occhio sia quello carrabile e sia quello pedonale, nonno Giuseppe aveva installato otto telecamere che trasmettevano le immagini in un televisore in camera da letto e aveva chiuso con il fil di ferro quello più piccolo.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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