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CRONACA
7 Febbraio 2010

            

Arrestato Prudente - di nuovo nei guai "o' calabrese"

Giovanna Fasanino Nocera Superiore.

Sono stati raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in estorsione, aggravata dal metodo mafioso, Alfonso e Antonio Prudente, padre e figlio di Nocera Superiore, ritenuti affiliati al gruppo camorristico denominato Nuova Famiglia. Dopo anni di silenzio a Nocera Superiore si torna a parlare di estorsione, ma al contempo di omertà: a fronte della collaborazione di un imprenditore, i carabinieri hanno dovuto fare i conti con il muro omertoso di altre vittime, accertate, del sodalizio camorristico. La Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno ha accertato che i due Prudente tentavano e spesso ottenevano di estorcere denaro a imprenditori di Nocera Superiore e dintorni, «offrendo protezione». In particolare, l'ordinanza di custodia cautelare eseguita tra venerdì e sabato dai carabinieri della stazione di Nocera Superiore, si riferisce ad un particolare episodio accertato a Nocera Superiore. Nel mese di dicembre appena trascorso, i due, in concorso tra di loro, hanno praticato una estorsione ai danni di un noto imprenditore edile di Nocera Superiore. «Una tassa per stare tranquilli e un contributo per la latitanza», quella che «Fonz 'o Calabrese», annunciava di intraprendere prima che una precedente condanna (cinque anni per associazione per delinquere di stampo camorristico da scontare nel carcere di Spoleto) divenisse definitiva. Duemila euro, la richiesta fatta il tredici dicembre 2009, a cui l'imprenditore aveva accettato di fare fronte, versando un anticipo di 400,00 euro. Le indagini sono partire immediatamente, dando la possibilità agli inquirenti, coordinati dai procuratori della Dda, Franco Roberti e Maurizio Cardea, di individuare altri imprenditori finiti nella rete delle richieste estorsive dei Prudente. Imprenditori che non hanno però dato segno di collaborazione, celandosi dietro un velo di omertà, e che potrebbero per questo essere denunciati per favoreggiamento personale. Un rischio evitabile nel caso decidano di segnalare alle autorità competenti, anche in forma anonima, di avere subito le richieste estorsive dai due camorristi finiti in manette. Ad Alfonso Prudente, classe 1961, l'ordinanza di misura cautelare è stata notificata dai carabinieri della stazione di Nocera Superiore presso il carcere di Spoleto, dove sta già scontando una condanna definitiva a cinque anni di reclusione, emessa dalla Corte di Appello di Salerno nel febbraio dello scorso anno, a conferma di una precedente pronuncia del Tribunale di Nocera Inferiore, per fatti commessi nell'Agro Nocerino Sarnese tra il 1991 e il 1994. Anni in cui il gruppo camorristico della N.F., come si legge nella stessa sentenza, aveva definitivamente soppiantato, sul territorio, la presenza della Nco, imponendo il pizzo e il controllo del traffico di armi e droga sul territorio. Per il figlio, Antonio Prudente, classe 1981, considerato il braccio destro del padre in tutte le sue attività, invece, sono scattate, ieri, le manette.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

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